Alba Fucens, l’area archeologica gioiello d’Abruzzo

Alba Fucens

Tra i luoghi meno noti d’Abruzzo ce ne è uno che è un vero e proprio gioiello: l’area archeologica di Alba Fucens, in provincia dell’Aquila, nel cuore della Marsica.

Se non ci siete mai stati, fatelo perché merita per tanti motivi, tra cui la posizione in cui si trova e la storia che conserva. Storia che vi ritroverete a respirare passeggiando tra le rovine di questa ex colonia latina, creata dai Romani alla fine del IV secolo a.C..

Per me che sono nata ad Avezzano (distante solo una decina di chilometri), Alba Fucens è casa. Fino a quando non mi sono poi trasferita sulla costa, il sabato o la domenica era un appuntamento fisso andare in questo posto quasi magico.

Alba Fucens – la storia

Come dicevo, a fondare Alba Fucens sono stati i Romani alla fine del IV secolo a.C., nell’area compresa tra i confini degli Equi e dei Marsi e ai piedi del Monte Velino. Il suo territorio si trova racchiuso tra tre colli: San Pietro (sud), San Nicola (nord) e Pettorino (est). Questi si elevano a loro volta sul Piano di Civita, angusto e lungo vallone.

La fondazione di Alba Fucens è legata alla posizione strategica che aveva, grazie alla quale i Romani potevano controllare il territorio occupato dagli Equi.

Questi infatti minacciavano i territori laziali da più punti e furono poi sconfitti durante la Seconda Guerra Sannitica, al termine della quale fu creata Alba.

Alba Fucens

L’antica città (40.000 abitanti) era molto legata a Roma, tanto che non ha solo contribuito alle sue guerre. Fu scelta anche come luogo in cui sorvegliare i prigionieri più rilevanti. Il suo ruolo fu molto importante anche per gli scontri che ci furono, dopo la morte di Cesare, tra Marco Antonio e Ottaviano. Infatti, lo schieramento di due delle sue truppe a favore di Ottaviano e non più di Marco Antonio, portarono al successo del primo.

Nel suo periodo di maggior prosperità furono costruiti ad Alba maestosi edifici come l’Anfiteatro. Furono restaurati diversi monumenti tra cui le Terme e il Macellum (mercato).

E’ da qui che si diffusero poi in tutta la zona, l’alfabeto e la lingua latina, come i vari modelli culturali e la struttura del territorio a centuriazione.

Alba Fucens ha conosciuto periodi di grande importanza dal punto di vista politico ed economico, tanto che nel III secolo coniava moneta. Ma è proprio a partire da questo periodo che iniziò il suo declino, dovuto anche ai terremoti verificatisi nel IV secolo.

Alba Fucens – L’area archeologica

I principali edifici pubblici si trovavano al centro della città che rappresenta la zona più ampia, e tra le due strade principali, Via del Miliario e Via dei Pilastri: tra questi, il macellum, le taverne, le botteghe, il Santuario di Ercole e le terme. La zona religiosa si trovava invece sul colle di San Pietro e del Pettorino.

La città aveva poi quattro porte: Porta Massima, Porta Fellonica, Porta di Massa e Porte sud, ed è vicino ad esse che si trovavano gli edifici destinati agli spettacoli. Tra questi, il teatro nella parte meridionale di Via dei Pilastri e ai piedi del Pettorino, sul quale sorgeva invece un tempio. Tempio che si trova anche sul colle di San Pietro, su cui è stata edificata la chiesa appunto di San Pietro. Questa, tra gli Anni ’80 e ’90 soprattutto (ricordi di quando ero piccola), è stata completamente depredata di tutti i tesori che custodiva all’interno.  Nell’ultimo decennio invece, è divenuta un museo in continuo allestimento, in cui vengono esposti i vari ritrovamenti degli scavi.

Alba Fucens

Ai piedi del colle di San Pietro c’è invece il magnifico Anfiteatro, scavato nella roccia. Se oggi è il luogo in cui si svolgono concerti di vario tipo, ai tempi dell’antica Alba qui avvenivano combattimenti di gladiatori, esercizi con animali domestici, lotte tra animali, ed esibizioni di animali esotici.

Alba Fucens
Panorama tra l’Anfiteatro e il Monte Velino

Alba Fucens – Scavi archeologici

Vari fattori soprattutto di natura economica, hanno penalizzato la valorizzazione del sito archeologico già a partire dalle campagne di scavi, che infatti sono state altalenanti e molto spesso bloccate. La prima campagna risalirebbe al Rinascimento, periodo in cui venivano svolti per studiarne l’aspetto religioso e mitologico.

Nell’Ottocento l’interesse degli scavi era invece rivolto allo studio dei monumenti ancora visibili, ed in particolare allo studio delle mura.

Tra coloro che in seguito svolsero gli scavi c’è stata anche un’ Università belga, grazie alla quale furono portati avanti per trent’anni durante i quali furono recuperati diversi edifici pubblici.

Alla fine degli Anni ’70 gli scavi coinvolsero l’area centrale all’altezza del foro, e quella nel borgo moderno dove si diceva che esistessero una chiesa o un tempio antico.

Arriviamo infine ai primi Anni ’90 quando i lavori interessarono le mura lungo Porta di Massa e Porta Fellonica, e il lato nord occidentale.

Curiosità

Tra le fonti grazie alle quali si è potuta ricostruire la storia di Alba Fucens e dei suoi monumenti/edifici andati persi, ci sono anche i racconti di viaggio di vari personaggi che qui si ritrovarono tra il Settecento e l’Ottocento.

Sapete che tra questi personaggi c’è stato anche lo scrittore Alexandre Dumas? In occasione del suo viaggio in Italia, infatti, Dumas attraversò la Valle del Liri prima di raggiungere il Regno di Napoli.

Trovandosi davanti alle rovine di Alba Fucens ne raccontò la storia e vari aneddoti come, per esempio, i prigionieri illustri che qui, come dicevo prima, Roma inviava (Siface, alleato di Scipione e Perseo, figlio di Filippo V, re di Macedonia)… E che gli abitanti di Alba Longa erano chiamati albani in modo da distinguerli da quelli di Alba Fucens, chiamati invece albensi.

Infine, ricordando come la via Valeria, una delle principali strade romane, attraversasse Alba Fucens, racconta anche i vari contributi lasciati dagli imperatori romani. Un esempio? il tempio di Diana e l’anfiteatro dell’imperatore Antonino, l’edificio voluto da Traiano e i giochi che ad Alba fece celebrare Diocleziano, in onore del dio Termine.

Passeggiando tra le sue rovine, provate quindi ad immaginare la meraviglia che era ed è ancora oggi, proprio in ricordo di ciò che è stata… Trovandosi poi in una posizione simile, ai piedi del Monte Velino e sul vallone che allora si affacciava sul lago del Fucino. Posizione che per tutto ciò contribuisce a renderla il sito archeologico più suggestivo.

Come arrivare

Alba Fucens è raggiungibile tramite l’autostrada A25, prendendo l’uscita per Avezzano e seguire le indicazioni.

 

 

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