Il borgo di Pettorano sul Gizio ed il suo castello

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Il borgo di Pettorano sul Gizio se ne sta lassù, abbarbicato a 656 metri slm, protetto dal Monte Genzana che regala aria pura e spettacoli della natura. Pettorano si trova infatti su uno sperone roccioso intorno al quale scorre il fiume Gizio e fa parte dell’area protetta della Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio.

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Pettorano sul Gizio si trova a pochissimi chilometri da Sulmona, quindi in provincia dell’Aquila, e lo si raggiunge tramite la SS17 o SP53, proprio da Sulmona.

Tra i borghi meno noti d’Abruzzo, merita invece di essere conosciuto. Perché? Innanzitutto perchè qui troverete uno tra i panorami più belli della Regione. Questo grazie al Monte Genzana su cui si affaccia, e che è anche Riserva Naturale Regionale.

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Personalmente l’ho visitato solo quest’estate, di ritorno dal fine settimana passato tra Sulmona, Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo (tutti a pochi chilometri di distanza) per la Giostra Cavalleresca (di cui ho parlato qui ): me ne sono innamorata! Essendo marsicana di origine, ovviamente Pettorano sul Gizio lo conoscevo già bene di nome ed era tra i borghi che continuavo a rimandare di vedere.

Pettorano sul Gizio

Già le varie tesi legate all’etimologia del nome rispecchiano le sue peculiarità: la forma a petto di corazza del suo impianto urbanistico, per l’origine del nome che lo legherebbe a “pettorale”; la ripida salita rappresentata dal dirupo della Valle del Gizio, per l’origine legata invece a “pettorata”.

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Pettorano sul Gizio è un borgo di origine medievale ma con un impianto che ha anche tracce barocche.

Nel Settecento è stato un importante centro lungo la “via degli Abruzzi” che collegava la costa Adriatica a Napoli, allora capitale del Regno.

Il Castello dei Cantelmo

La storia di Pettorano è legata per lo più ad uno dei suoi simboli: è intorno al Castello dei Cantelmo che nacque il nucleo originario del borgo. Castello che domina Pettorano e che compare per la prima volta nei documenti nel 1093.

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Pettorano sul Gizio sin dall’inizio della sua storia è stato il punto da cui si accedeva alla Valle Peligna ed il castello ha avuto sempre una grande importanza dal punto di vista economico-politico, essendo stato sede del vasto feudo che si estendeva dal Fiume Gizio fino all’Altopiano delle Cinquemiglia e al Sangro.

Papa Gregorio IX nel 1229 conquistò il castello dopo aver assediato Sulmona. Successivamente ci fu l’intervento di Federico II di Svevia (in questo articolo dedicato a Sulmona vi parlo del suo ruolo nella città) che nominò il figlio suo omonimo, titolare del feudo.

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E’ solo nel 1310 che il castello passa ai Cantelmo, probabilmente discendenti dei reali di Scozia, ai quali restò fino al 1750, quando passò ai Montemileto che ne furono proprietari fino al 1806, anno dell’abolizione del regime feudale.

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Castello.cantelmo.pettorano

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La famiglia dei Cantelmo fu molto importante anche per diversi interventi urbanistici ed edilizi. Tra questi, e conservati ancora oggi, ci sono le mura di cinta, cinque delle sei porte di accesso al borgo e diversi edifici civili e religiosi.

Probabilmente il nome del castello vi sembrerà familiare e ve ne ricorderà altri, come quello di Popoli. Faceva parte infatti di un sistema difensivo che comprendeva anche altri borghi della zona come Popoli, appunto, Anversa degli Abruzzi, Raiano, Pacentro, Vittorito e Prezza.

Il centro del borgo

Le porte da cui si accede al borgo sono oggi cinque e tra queste ci sono: Porta San Nicola sul cui arco troviamo l’affresco (1600) con Santa Margherita che con la mano sinistra sorregge il borgo; Porta del Mulino, dalla quale si accede al parco archeologico industriale caratterizzato da resti dei mulini che i Cantelmo fecero costruire lungo il fiume Gizio. Le altre porte sono poi Porta Cencia, Posta San Marco e Porta Santa Margherita.

Pettorano sul Gizio
Porta San Marco, vicina al Castello Cantelmo

Gli edifici più importanti di Pettorano sono quasi tutti il prodotto di ricostruzioni tardo-rinascimentali e barocche, di edifici più antichi. Le ricostruzioni riguardarono poi anche gli edifici danneggiati dal terremoto del 1706 e tra queste ci fu per esempio la ricostruzione, sulla precedente chiesa del XIII secolo, della chiesa Madre che vide la nuova luce nel 1728. Caratterizzata da un esterno semplice, un portale laterale della metà dell’Ottocento, l’interno è a unica navata e presenta cappelle laterali d’oro con tele del Settecento.

Pettorano

A proposito delle chiese, fuori dalle mura ci sono la chiesa di San Nicola dei primi anni del 1100, e la chiesa della Madonna della Libera da cui partono le rue (stradine) in discesa che portano alla vallata del fiume Gizio. Per quanto riguarda invece le altre tre chiese di San Rocco, San Giovanni e San Antonio, queste non hanno conservato elementi antichi.

Chiesa di San Rocco.pettorano
Chiesa di San Rocco, poco prima di Piazza Zannelli, venendo dal castello

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Piazza Zannelli

Pettorano sul Gizio

Pettorano

Pettorano sul Gizio

E’ sulla piccola Piazza Zannelli che il borgo vi conquisterà per lo spettacolo che vi ritroverete davanti agli occhi: tanta bellezza racchiusa in uno spazio raccolto. Da un lato c’è infatti il belvedere che si affaccia sulla Valle del Gizio e il Monte Genzana. Qui si trova anche il Bar Al cortile dove ad accogliervi troverete Cristina: ed è qui che vi consiglio di fermarvi, sia per ammirare il panorama, che per provare la pizza di San Martino, dolce tipico del borgo a base di farina, zucchero, uova, cioccolato fondente, chiodi di garofano, noci, cannella e mosto cotto.

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Palazzo Ducale

Dal lato opposto al bar si trova il Palazzo Ducale (XVII secolo) che è stato la residenza dei Cantelmo ed oggi invece sede del Comune. Il palazzo presenta due rampe di scale esterne: sul suo lato sinistro, ci sono uno stemma inciso nella pietra ed un portale rinascimentale sulla cui architrave campeggia lo stemma della famiglia.

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Originariamente il portale era sulla parete laterale. Sulla parete principale c’è invece l’affresco di una meridiana con cornice che riproduce i segni zodiacali ed altri elementi celesti.

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Al centro della piazza c’è poi una fontana in pietra del Seicento e poco più avanti, uscendo dalla piazza, incontriamo la fontana di Piazza Umberto I che si trova addossata alla Chiesa madre. Quest’ultima è composta da una vasca in pietra sovrastata da un’altra vasca di bronzo e più piccola, a forma di conchiglia. Su di essa ci sono due statue in bronzo che rappresentano Nettuno ed Anfitrite. Più in alto invece, lo stemma di Pettorano con un’armatura romana pettorale.

Pettorano

Tornando al castello, ha avuto una recente campagna di restauro ed è oggi visitabile: d’estate tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20; durante il resto dell’anno solo la domenica fino alle 18, o su prenotazione. La sua parte più antica è la torre a puntone con base pentagonale che rappresentava la torre di avvistamento. Si pensa sia stata proprio questa il punto da cui sia partita la costruzione del castello. Una parte di esso si trova poi inglobata nelle abitazioni private.

Tra i palazzi importanti di Pettorano invece, Palazzo Croce custodisce l’unico frammento ritrovato in Occidente, dell’Editto di Diocleziano del 301 d.C.

Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio

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Istituita nel 1996, la Riserva è compresa tra i 530 metri e i 2170 metri di altezza e la gestione avviene in sinergia con Legambiente. Riveste ancora una grande importanza perchè è l’unica Riserva regionale con il centro storico del borgo all’interno dell’area protetta, che rapppresenta il varco ecologico tra Parco Nazionale d’Abruzzo da un lato, e Parco Nazionale della Majella dall’altro.

Il territorio della Riserva ha ecosistemi diversi tra loro e con una ricchezza sia di flora che fauna. Tra i fiumi Riaccio e Gizio, incontriamo così faggete, aceri e tassi; per la fauna invece, lupi, orsi, volpi, cervi, caprioli, lepri e scoiattoli; poi il falco, la poiana e l’aquila.

Feste tradizionali

Pettorano sul Gizio

Pettorano è il borgo che più di tutti ha una tradizione di eventi ancora molto forte e attiva. Tra le feste tradizionali nate nell’epoca medievale c’è per esempio quella legata al Carnevale, il Testamento di Carnevale. Si svolge il martedì Grasso ed è rappresentata dal Re Carnevale che legge in piazza il proprio testamento burlesco, svelando cattive azioni svolte dalla popolazione durante l’anno precedente.

Pettorano sul Gizio

Se invece vi trovaste in questa zona per Capodanno&dintorni, da non perdere la Sagra della Polenta che viene preparata seguendo i riti e i ritmi di una volta. Quando? Il 6 gennaio.

Pettorano sul Gizio

 

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