San Martino? La Processione dei cornuti a San Valentino e le Glorie di Scanno

Tra le feste abruzzesi per San Martino, ricorrenza dell’11 novembre, ci sono la Processione dei cornuti a San Valentino in Abruzzo Citeriore, e le Glorie di Scanno.

Da sempre la festa di San Martino è associata alla maturazione del vino novello e rappresenta quindi, un po’ in tutta Italia, un’occasione per festeggiare con, appunto, il vino appena maturato e le castagne.

In Abruzzo la festa più originale di questa ricorrenza è senza dubbio la Processione dei cornuti che si svolge a San Valentino in Abruzzo Citeriore. San Valentino è un borgo in provincia di Pescara, a 450 metri slm, nella zona del Parco Nazionale della Majella e vicino al borgo di Caramanico Terme (di cui ho parlato qui).

Di tutto altro tipo invece, la festa di Scanno, borgo della provincia dell’Aquila, a 1050 metri di altitudine, noto per l’omonimo lago.

Prima di parlare però di San Valentino e Scanno: sapete per esempio perché si parla di estate di San Martino e chi era questo Santo?

La figura di San Martino

San Martino di Tours è nato intorno al 316 nella provincia romana della Pannonia, oggi Ungheria. Oltre che Vescovo e Confessore francese fu tra i fondatori del monachesimo occidentale. Si festeggia l’11 novembre perché è stato il giorno dei suoi funerali.  Il nome di Martino sta per ‘piccolo Marte’, in onore di Marte, dio della guerra.

Secondo la leggenda, in una giornata di vento, freddo e pioggia, durante la ronda che svolgeva come cavaliere dell’esercito, incontrò un mendicante vestito di stracci. Impietositosi, tagliò il suo mantello in due e lo donò all’uomo in modo che potesse ripararsi. E’ per questo che nella tradizione cristiana San Martino rappresenta la carità.

San Martino

Subito dopo questo suo gesto ci fu il miracolo della tempesta che si calmò e uscì il sole: da qui la famosa estate di San Martino. Durante la notte poi, Gesù apparve in sogno a Martino, sorridente e con l’altra parte del mantello, a conferma della sua riconoscenza.

Quando Martino si risvegliò, trovò il suo mantello integro e fu da allora conservato come una reliquia, entrando a far parte della collezione di reliquie dei Merovingi, primi re Franchi. Fino a che visse questo episodio non era ancora battezzato, lo fu solo poco dopo.

San Martino e la tradizione

Ciò che spiega il legame tra il Santo ed il vino segue invece altre teorie che lo riguardano. Secondo la prima San Martino sarebbe il protettore dei mariti traditi perché la sorella del Santo, portata in spalla da lui in modo da farle conservare la sua purezza, riuscì a sfuggirgli, tradendolo.

Un’altra leggenda racconta invece che Martino in realtà fosse un ubriacone e che, tornato a casa dopo aver bevuto vino per tutta la notte, decise di andare a dormire in cantina in modo da non svegliare la moglie. Viste le temperature però, morì congelato. A trovarlo fu la moglie, che vide uscire dalla sua bocca un tralcio di vite che alimentava la botte in cui il vino si riproduceva quindi miracolosamente: questo rese Martino un Santo.

Se nella religione cristiana San Martino è una figura legata alla povertà, nella cultura popolare rappresenta invece l’abbondanza e la fertilità della terra. Per questo motivo le feste in suo onore si svolgono al termine del ciclo agricolo e propiziano al nuovo ciclo (che parte il 1 novembre).

Origine della Processione dei cornuti di San Valentino

Sull’origine della tradizione della Processione dei cornuti del borgo di San Valentino sarebbe nata a partire dalla metà dell’ ‘800, quando alcuni giovani del borgo lasciavano candele accese davanti alle case dei mariti traditi.

In epoca moderna questa usanza si è poi evoluta con gli uomini del borgo che portano in processione una riproduzione del fallo.

Il legame tra cornuti e festa di San Martino sembrerebbe però risalire al Medioevo, periodo in cui si svolgevano le fiere di animali con le corna.

In ogni caso, l’evento della Processione dei cornuti, ha origini che sono un misto tra devozione pagana legata alla fertilità e folklore invece più profano.

Processione dei cornuti a San Valentino

La Processione dei cornuti si svolge la sera del 10 novembre, subito dopo il tramonto, quando gli uomini del borgo camminano lungo le vie di San Valentino, portando sul capo e in processione le corna di tutti i tipi, e il drappo su cui sono anche raffigurate. La processione è animata da canzoni folkloriche con riferimenti all’essere cornuti.

Tra tutti gli uomini presenti, l’ultimo che tra essi si è sposato l’anno precedente, sfila con la riproduzione di un fallo (chiamato Reliquia) nascosta da un tessuto. La consegna, liberandola dal tessuto e ad un certo punto della processione, all’ultimo uomo che si è sposato. Questo la mostra portandola in alto come fosse un trofeo, sulle note della versione riadattata per l’occasione, di “Tanti auguri a te”. La Processione dei cornuti prosegue ancora per le strade di San Valentino, guidata dallo sposo novello, che sfilerà quindi ora lui con il fallo.

Al termine della processione si cena con il vitello al sugo, lo spezzatino di San Martino, che viene proposto nei ristoranti del borgo.

San Martino a Scanno

La festa di San Martino, diffusasi durante la dominazione longobarda, a Scanno rappresenta l’opportunità di svolgere una competizione tra diversi gruppi divisi per rioni.

Le Glorie sono falò di legna e rami secchi accatastati su strutture di legno, i Palanconi, composte da tronchi che arrivano fino a 20 metri di altezza. I giovani del borgo li raccolgono anche già da un paio di mesi prima e li costruiscono nelle tre alture del borgo: la Plaia, Decontra e la Cardella. Decontra è chiamata anche San Martino ed è la zona in cui questo evento è nato perché è qui che si trova la Grotta del Cavaliere in cui, si dice, si sia rifugiato San Martino.

Il pomeriggio del 10 novembre le località coinvolte si affollano prima di giovani, poi dalle 18, anche di turisti e gente che arriva da fuori paese. Le zone più facili da raggiungere, ma fino ad un certo punto, sono Decontra e Cardella.

I familiari e gli amici dei partecipanti si radunano all’Aia Sant’Angelo, all’inizio del borgo, salendo verso il lago: è questo il punto in cui si possono ammirare tutte e tre le Glorie.

Le Glorie

Processione_dei_cornuti_San_Valentino_Glorie_di_Scanno

Quando il fuoco viene acceso inizia la festa animata da canti e balli dei ragazzi intorno alle Glorie, con il viso cosparso di carbone e agitando dei grandi campanacci. A questo proposito, nella cultura popolare la tradizione legata al baccano, aveva come scopo l’esorcizzare le misteriose entità sotterranee, allontanare quindi gli spiriti maligni e stimolare invece la crescita di ciò che era stato piantato.

Questa stessa tradizione del baccano si trova anche in un altro evento dedicato a San Martino: le ciuocchole (ciottoli) di Casoli, in provincia di Chieti, che si svolge l’11 novembre. In questo caso infatti, durante la processione vengono trascinati ciottoli e barattoli legati da un filo.

L’uso di accendere invece fuochi è ancora oggi un riferimento a proteggere la terra. Pertanto, pur essendo una festa dedicata ad un Santo, originariamente era legata a culti agrari pagani.

Le Glorie – la gara

La gara delle Glorie consiste nel cercare di far bruciare più a lungo e meglio la propria Gloria che, grazie ad alcuni inneschi, brucia per intero. L’altezza del fuoco arriva fino a 20 metri, altezza, come dicevo prima, dei Palanconi, ed illumina tutta la montagna. Si conclude poi quando il fuoco si spegne, con il corteo, preceduto dal suono dei tamburi, che si dirige verso le abitazioni delle donne da poco sposate.

Alla sposa più recente viene portato, in cambio di dolci (i turcinielli, dolce tipico) e vino, un tizzone recuperato dal Palancone, simbolo fallico legato al concetto della fertilità.

Anche in questo caso, durante il corteo vengono intonati alcuni cori che alludono al tradimento delle mogli.

Se a San Valentino in Abruzzo Citeriore il protagonista culinario è lo spezzatino, a Scanno è la Pizza con i quattrini, pizza fritta di farina gialla, zucchero, noci, fichi secchi e miele. Si chiama “con i quattrini” perché al suo interno vengono messe delle monete che simboleggiano l’abbondanza e la ricchezza.

Quali sono le tradizioni della vostra zona, legate a questo Santo? Raccontatemi nei commenti 🙂

 

 

 

 

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