Valle dell’Orfento, la Riserva Naturale d’Abruzzo che sembra uscita dalle favole

Valle dell'Orfento

Ci sono posti che sembrano usciti dalle favole, posti in cui la natura si mostra nel suo massimo splendore e da cui non si può che esserne rapiti, e questo è il caso della Riserva Naturale Valle dell’Orfento. Qui infatti incontriamo una natura di tipo selvaggio ed incontaminato, a cui ormai non si è più abituati e che per questo sembra uscita dalle favole.

Nel cuore più selvaggio della Majella, a pochi passi dal borgo di Caramanico (di cui ho parlato qui), la Valle dell’Orfento è un’oasi protetta dal 1971. Rappresenta una tra le Riserve Naturali più spettacolari d’Abruzzo, grazie alla presenza di muschi, salici e felci, cascate, eremi e canyon scavati dall’acqua.

Valle dell'Orfento

La sua importanza dal punto di vista naturalistico è dovuta anche al fatto che qui sono tornati a vivere l’aquila, il lupo, il cervo, l’orso, ed il camoscio.

Il nome Valle dell’Orfento deriva dal fiume Orfento, affluente del fiume Pescara e del fiume Orta, che qui scorre e che nasce alle pendici del Monte Pescofalcone, una delle cime più alte della Majella, e precisamente nelle cascata della Sfischia.

Per accedere alla Riserva Naturale della Valle dell’Orfento ci si iscrive (gratuitamente) al Centro Visite di Caramanico, che merita anch’esso una visita. Qui troverete le guide di Majambiente che organizzano escursioni ed attività nella Valle e nel Parco Nazionale della Majella.

Valle dell'Orfento

Al Centro Visitatori si arriva seguendo la strada che sale accanto alle Terme. Qui è possibile visitare il Museo Naturalistico Archeologico in cui si trovano alcune gabbie che ospitano rapaci in attesa di essere liberati e ricostruzioni degli ambienti tipici della Majella, con una sezione dedicata alla preistoria e la ricostruzione di un capanno di pastori della zona.

Per raggiungere la Valle dell’Orfento e i suoi sentieri da favola (non tutti percorribili), si parte quindi da Caramanico, dove all’altezza del caratteristico ponte si trovano le indicazioni dei due sentieri: uno per il Ponte del Vallone e l’altro per le Scalelle.

In quest’ultimo, che rappresenta il percorso più breve (un’ora e mezza) e semplice, a farla da padrona è la biodoversità: è qui che, tra ponticelli e staccionate, vi perderete tra la varietà di specie animali e vegetali che popolano il sentiero lungo il fiume.

Valle dell'Orfento

C’è poi un altro percorso che parte da Decontra, frazione di Caramanico, da percorrere in auto, attraverso una strada sterrata. fino ad arrivare alla Piana Grande della Majelletta. Da qui, un sentiero nel bosco conduce all’eremo di San Giovanni: per raggiungerlo ad un certo punto bisogna letteralmente strisciare per terra, per cui in questo caso si tratta di un sentiero non adatto a chi soffre di vertigini.

La Riserva Naturale della Valle dell’Orfento può essere vissuta da tutti perchè comprende escursioni tra le più faticose e lunghe della nostra Regione, ma anche sentieri accessibili anche ai disabili.

Ad arricchire un simile contesto naturale poi, troviamo altre due oasi: verso il borgo di Roccamorice c’è la Valle di Santo Spirito, zona di eremi sospesi sulle rocce; nella parte opposta invece, verso Sant’Eufemia a Majella, la Riserva Naturale di Lama Bianca, habitat di rapaci come lo sparviero, il falco pellegrino, il lanario e l’astore.

Infine, partendo da Bolognano o dalla frazione di San Tommaso, si può raggiungere la Valle dell’Orta, tra i 100 e i 500 metri slm, caratterizzata per lo più da macchia mediterranea e zona di canyon di origine carsica, dovuta all’erosione del fiume Orta e all’innalzamento della Majella, che di conseguenza ha portato ad un ulteriore aumento della pressione del fiume.

Valle dell'Orfento

Se volete vivere un’esperienza unica, completamente immersi nella natura più incontaminata, tra eremi, cascate, canyon, a due passi dai borghi di Caramanico Terme, Decontra e Roccamorice, ideali per vacanze in pieno relax, ricordatevi di inserire nel vostro itinerario anche la Riserva Naturale dell’Orfento.

 

 

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