Cosa vedere a Caramanico Terme? … Arte e natura

Cosa vedere a Caramanico Terme

Cosa vedere nel borgo di Caramanico Terme? C’è da dire innanzitutto che a Caramanico troverete arte, salute e natura, oltre che tradizioni. E’ poi il borgo ideale in cui rifugiarsi per fuggire dallo stress perchè qui si respira ancora l’atmosfera di un tempo, scandita da ritmi lenti che permettono quindi di riscoprire la semplicità. Il tutto completamente immersi in uno scenario da favola tra il Parco Nazionale della Majella, la Riserva Naturale dell’Orfento e la Valle del Fiume Orta (di cui parlo qui).

Con i suoi poco più di 1800 abitanti, Caramanico Terme, tra i Borghi più belli d’Italia, si trova in provincia di Pescara, a 600 metri di altezza e arroccato sul versante occidentale della Majella, nel cuore quindi del Parco Nazionale della Majella.

Cosa vedere a Caramanico – L’arte

Nato su un promontorio alla confluenza dei fiumi Orfento e Orta, Caramanico, per come appare oggi è un borgo di origine longobarda che ha conservato questo suo aspetto antico. Nella zona a valle sono stati poi ritrovati resti risalenti a presenze del paleolitico oltre che medievali, queste ultime dimostrate anche dalla struttura a fuso di acropoli tipica del periodo alto-medievale.

Cosa vedere a Caramanico

L’atmosfera di una volta si può rivivere facilmente passeggiando per le sue “rue” in cui si incontrano qua e là edicole votive.

Cosa vedere a Caramanico

Per iniziare il percorso delle cose da vedere a Caramanico, per quanto riguarda l’arte, lungo via Verdi incontriamo due palazzi ricchi di stemmi araldici e costruiti dopo il terremoto del 1706: Palazzo D’Aquino e Palazzo Salerni. Al Settecento risale anche il Palazzo comunale, che si trova su Corso Bernardi, il cui portale centrale presenta due grandi colonne ioniche che sostengono la balaustra del balcone centrale.

Al centro del borgo, in via Vittorio Emanuele, si trova la chiesa di San Tommaso d’Aquino (o San Domenico), oggi sconsacrata ed adibita ad Auditorium, dopo essere stata soppressa come monastero nel XVIII secolo. Fu edificata nel 1401 per volere del frate domenicano Giacomo d’Aquino, in memoria del nonno Tommaso. Se presenta una facciata esterna caratterizzata dallo splendido portale romanico sopra il quale si trova il rosone, e quindi ben ornata, l’interno invece, in stile neoclassico e ricostruito sempre dopo il già citato terremoto del 1706, è molto semplice e ad unica navata.

Vicino alla chiesa si trova l’omonima fontana, una delle tre presenti nel borgo e la più elaborata.

Sempre nel cuore del borgo antico di Caramanico Terme, proseguendo dalla Chiesa di San Domenico e prendendo Via Duca degli Abruzzi, si arriva a Piazza Garibaldi, dove c’è la chiesa di San Nicola di Bari con una facciata semplice e anch’essa in stile neoclassico. Sul portale barocco del 1592 su cui si trovano due nicchie che ospitano le statue di San Pietro e Santa Lucia, con le chiavi del Paradiso e il vassoio con gli occhi del martirio; al centro si trova invece la statua di San Nicola.

Continuando la passeggiata, percorrendo per intero via San Maurizio che soprattutto al tramonto, scendendo verso la porta del borgo, vi regalerà lo spettacolo dei portali in pietra impreziositi dai colori rosati, si arriva alla chiesa di San Maurizio a cui era annesso l’ex convento delle Clarisse, fondato nel 1636 e oggi sede del Museo della fauna Abruzzese. Abbandonati anch’essi nell’Ottocento, rientrano comunque tra le cose da vedere (e non perdere) a Caramanico, per il contesto naturale in cui si trovano.

Cosa vedere a Cara manico Terme

Per concludere con l’arte, da non perdere, in località San Tommaso, l’Abbazia di San Tommaso Becket, edificata nel 1202 insieme al convento annesso, ma mai completata.

Cosa vedere a Caramanico Terme

Da vedere poi la frazione di Santa Croce, diventata ormai un tutt’uno con il borgo di Caramanico, e che ha mantenuto anch’essa l’aspetto originario.

Cosa vedere a Caramanico Terme

Caramanico e gli eremi

Vista la sua posizione completamente immersa nella natura e lontano dal frastuono delle città, Caramanico è anche terra di eremi in cui visse Celestino V.

L’eremo di San Giovanni all’Orfento si trova all’interno della Valle dell’Orfento ed è completamente scolpito nella roccia: è infatti una grotta a cui si accede solo attraversando un restringimento della roccia, strisciando carponi. Il percorso per raggiungerlo è poi abbastanza impegnativo e si può arrivare solo dopo aver ottenuto il permesso dai Carabinieri Forestali di Caramanico. Durante la campagna di restauro della metà degli Anni Novanta sono state ritrovate testimonianze dell’età del bronzo: per questo si pensa sia stato realizzato su cavità già esistenti.

Nel borgo di Roccamorice e nella Valle Giumentina invece si trova l’Eremo di San Bartolomeo in Legio, che realizzò Pietro da Morrone, divenuto poi papa col nome di Celestino V, e che, come dicevo prima, qui visse tra il 1274 e il 1276.

Eremo di San Bartolomeo Eremo di San Bartolomeo Eremo di San Bartolomeo

Anche questo è completamente scolpito nella pietra e si raggiunge partendo dal borgo di Decontra, attraverso un percorso escursionistico (con indicazioni) di media difficoltà. In una posizione spettacolare, su di uno sperone roccioso, è ancora ben conservato: sul portale è rimasta una parte dell’affresco, mentre all’interno, a sinistra dell’altare, c’è la piccola cella dove Celestino V pregava.

Se si arriva fino all’eremo, non si può non proseguire fino a valle, seguendo il corso del fiume fino al punto in cui si restringe e permette di passare sulla riva opposta: perchè è qui che si incontra la sorgente di San Bartolomeo, detta Fonte catenaccio, a cui viene riconosciuta la proprietà miracolosa dell’acqua.

Vicino all’eremo di San Bartolomeo si trovano poi quattro capanne in pietra a secco, caratteristiche di questa zona d’Abruzzo, di cui la più grande è alta 8 metri e rappresenta la più alta della Regione.

Caramanico e le terme – Salute

Il borgo di Caramanico è noto per le sue terme: è diventato infatti nel tempo un’importante stazione di cura.

Terme di Caramanico

Nonostante la prima testimonianza dell’esistenza delle terme risalga al 1576, quando in un documento fu trovata citata la sorgente del fiume detta Zolfarina, come sorgente che curava le malattie dei bronchi, le terme furono in realtà costruite nel 1836, partendo da un semplice capannone vicino al fiume.

Quando poi all’inizio del Novecento si diffuse la fama delle terme con poteri curativi, nacquero le terme vere e proprie. Nel corso dagli anni hanno incontrato la crisi legata alla Seconda Guerra Mondiale ma poi furono ampliate nell’attuale stabilimento termale, negli Anni Cinquanta, quando il turismo montano iniziò ad essere valorizzato. Il giardino fuori la struttura è decorato da un fontanile del XVIII secolo con mascheroni.

Terme di Caramanico

La tradizione dei Parmentieri

Nel borgo di Caramanico, tra le feste tradizionali più caratteristiche, c’è quella dei Palmentieri.

Si svolge nel pomeriggio del 14 agosto, quando le donne sfilano in abiti tradizionali, portando conche con spighe di grano e cesti in vimini a base tonda, sormontati dai palmentieri: coni rovesciati e ricoperti dalle pizzelle, dolce tipico abruzzese, che vengono poi deposti ai piedi della statua dell’Assunta, protettrice del borgo.

Cosa vedere a Caramanico Terme

La festa rientra nel contesto tradizionale di quelle nate per ringraziare le divinità, soprattutto la Madonna, con doni/omaggi per la raccolta dei prodotti, e fa parte dei riti anticamente legati alla mietitura, attività che si svolge nel mese di agosto. Questo perché tradizionalmente le feste scandivano le varie fasi del lavoro: semina, maturazione e raccolto, in un contesto abruzzese basato soprattutto su un’economia agro-pastorale.

La prima testimonianza di questo tipo di omaggi risale al XVII secolo, quando ad essere offerti erano piccoli alberi e rami, addobbati con cibi e dolci, in particolare le ‘galanterie’, biscotti speziati realizzati dalle Clarisse del convento di San Giovanni Battista.

Nel nome ‘palmentieri’ si è conservata la forma più antica della tradizione, “palme”, che erano accompagnate già allora da canestri o conche pieni di cibo e grano.
Per l’attuale forma a cono invece, si pensa sia dovuta al fatto che rappresenti la fusione dei due doni, palma e canestro, come prova anche la chiusura in alto, con il ramo di alloro o quercia.

Se quindi volete visitare il borgo di Caramanico, potete scegliere di farlo da tutti i vari punti di vista ed in ogni stagione perché vista la sua posizione, in ognuna vi regalerà i propri spettacoli.

 

 

 

 

 

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