Provincia di Teramo: cosa vedere (prima parte)

Tortoreto Lido
Tratto spiaggia di Tortoreto, all’altezza del Camping Salinello, sulla pista ciclabile

La provincia di Teramo è quella meno nota rispetto alle altre province abruzzesi, ma anch’essa ricca di perle: in questo articolo vi consiglierò cosa vedere.

Quella di Teramo è la provincia in cui più delle altre, il mare e la montagna si tengono d’occhio a vicenda, perchè distano solo pochi chilometri l’uno dall’altra.

Ha un aspetto vario dal punto di vista paesaggistico, per i colori e la natura. Spazia infatti dall’azzurro del mare e dall’oro della sabbia, alle diverse sfumature di verde, marrone e oro delle colline, fino ad arrivare al verde intenso dei boschi e grigio (o bianco in inverno) delle montagne.

In ogni angolo della provincia di Teramo troverete storia, arte, natura, religiosità e cultura.

Provincia di Teramo – Cosa vedere

Atri

Atri
Atri e il campanile del Duomo che spicca

A prescindere dalla provincia di Teramo, il primo luogo che consiglio sempre a tutti di vedere, è Atri, perché se è vero che le cose belle vanno condivise, e l’Abruzzo di bellezza ne ha in generale, Atri è il borgo che merita un po’ di più. Ve ne renderete conto passeggiando per le sue stradine, visitando il Duomo che ospita tante perle, e ammirando il panorama dal belvedere, che spazia dal Gran Sasso al mare.

Da non perdere, la visita all’Oasi WWF dei Calanchi di Atri, che per tutto l’anno organizza tanti eventi ed attività.

Atri è la patria della liquirizia, la Menozzi De Rosa (la stessa delle caramelle Tabù, famose negli Anni ’90) per cui, se non avete problemi di pressione, non potete andare via senza farne scorta.

Il dolce tipico atriano è il Panducale, a base di mandorle (con la variante moderna dell’aggiunta del cioccolato) così chiamato perchè Atri, oltre ad essere stata un’importante colonia romana, per molti anni è stata sotto il dominio della famiglia dei duchi d’Acquaviva. Grazie a loro conobbe il suo massimo splendore. Il dolce, che già veniva preparato tradizionalmente dalle famiglie del paese, è diventato poi il preferito del duca. Gli era stato fatto provare e da quel momento lo aveva sempre voluto sulla sua tavola, a colazione.

Per arrivare ad Atri, si può prendere l’autostrada A14 Adriatica ed uscire al casello di Atri-Pineto, oppure dalla SS16 Adriatica, da Pescara o da Pineto/Roseto degli Abruzzi.

Per sapere informazioni più dettagliate su Atri, vi suggerisco la lettura dell’articolo che le ho dedicato: “Cosa vedere nel borgo di Atri

Atri

Silvi

Sulla strada verso Atri (venendo dalla SS16 Adriatica) si incontra un altro piccolo borgo la cui storia per tanto tempo è stata legata proprio a quella di Atri.

Silvi si divide tra Silvi Marina (Bandiera Blu 2019 di cui ne ho parlato qui) e Silvi paese. Quest’ultimo si trova su un rilievo collinare che domina il litorale e che anticamente si chiamava Castrum Silvi (Castello di Silvi).

Caratteristiche del borgo sono l’illuminazione notturna dell’arcata sotto il belvedere, con i colori della bandiera italiana e il panorama che offre il belvedere.

E’ nel territorio di Silvi che si trova la Torre di Cerrano, creata a scopi difensivi ed oggi Area Marina Protetta, con annesso museo.

Torre di Cerrano
Torre di Cerrano (nella giornata di Primavera FAI)
Torre di Cerrano
La Torre vista dalla spiaggia
Torre di Cerrano
Panorama dall’alto della Torre

Tortoreto

Tortoreto Lido
Pista ciclabile di Tortoreto Lido

Salendo in direzione nord rispetto a Silvi, un’altra località divisa tra il paese alto e la parte della marina è Tortoreto, Bandiera blu 2019.

Il paese alto mantiene ancora oggi l’antico aspetto medievale ed è circondato da vigneti ed uliveti. E’ questa la parte originaria del paese, nata dall’incastellamento degli abitanti che dalla marina si spostarono in collina per sfuggire agli attacchi dei Saraceni.

Le origini del paese sono ancora più antiche, come testimoniano i resti ritrovati nelle grotte della ‘Fortellezza’, risalenti all’età del bronzo e neolitico.

La parte della marina, Tortoreto Lido, è tra le spiagge più belle e rinomate d’Abruzzo, tanto da aver ottenuto finora 23 Bandiere blu, di cui 22 consecutive.

Il calendario estivo degli eventi è molto ricco sia per il paese alto, che per il Lido. E se amate la bicicletta, potrete approfittare della bellissima pista ciclabile che la collega, in un percorso suggestivo che costeggia il mare, a Pineto.

Pineto pista ciclabile
Tratto di pista ciclabile, visto dal treno, a Pineto
Tortoreto Lido
Pista ciclabile di Tortoreto, all’altezza del Camping Salinello

Anche in questo caso, nell’articolo “Cosa vedere a Tortoreto, in Abruzzo“, ve ne parlo nel dettaglio.

Valle delle Abbazie

Nella provincia di Teramo, tra le zone ancora poco conosciute agli stessi abruzzesi, c’è la Valle delle Abbazie. E’ compresa tra il fiume Mavone e il fiume Vomano e comprende undici gioielli artistici, da Isola del Gran Sasso a Notaresco.

Abbazia Santa Maria di Propezzano
Abbazia Santa Maria di Propezzano

Tra queste, oltre al più noto Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, c’è l’Abbazia di Santa Maria di Propezzano, a Morro d’Oro. Se, anzichè prendere l’autostrada (uscita Roseto degli Abruzzi), prendeste da Giulianova la Strada Provinciale al bivio di Mosciano, seguendo prima la direzione per Cologna e poi Propezzano, vi ritroverete il bel paesaggio delle colline teramane. Io l’ho voluto fare questa primavera, sapendo che sarebbe stato più bello proprio per la bellezza del paesaggio.

Abbazia Santa Maria di Propezzano (Morro d'Oro)
La bellezza del paesaggio intorno all’Abbazia, non può essere spiegata a parole
Abbazia Santa Maria di Propezzano (Morro d'Oro)
L’Abbazia vista dal lato posteriore, dalla collina

Castellalto

Altro borgo da non perdere in provincia di Teramo, di origine preromana, è Castellalto. Nei suoi primi anni di vita era unito a Castelbasso, oggi frazione, con il nome di Castrum Vetus.

Arroccato su di una collina, presenta ancora l’aspetto medievale (e i resti delle mura antiche), e l’aspetto rinascimentale. È proprio nel Rinascimento che il paese fu ampliato, con l’edificazione della porta di accesso al centro storico, del 1500 e restaurata nel 1700.

Castellalto (Teramo)
Porta di accesso al centro

D’inverno molto suggestivo e da non perdere, il Presepe vivente che anima tutto il paese. Se voleste visitarlo in questa occasione, tenete conto del fatto che per entrare potreste dover fare una fila molto lunga, anche di un’ora. Sono stata a dicembre scorso ed è stato qualcosa di unico perchè è un paese affascinante già di suo.

Castellalto Presepe viventePresepe Vivente 2018

D’estate invece qui si svolge l’ ‘Abruzzo Book Festival – Il Festival del libro abruzzese’, arrivato quest’anno alla sua seconda edizione e si svolgerà il 30 Giugno.

Quelli che ho voluto consigliare in questo articolo sono solo una parte dei luoghi da vedere in provincia di Teramo: presto ve ne suggerirò anche altri.

Per ora spero di avervi dato qualche idea: fatemi sapere nei commenti, anche se aveste bisogno di ulteriori info, o se avete già visitato qualcuno di questi luoghi.

 

 

 

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